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IL CONSORZIO DALLE ORIGINI



Data articolo: 12-10-2016 / 01-02-2018


Il Consorzio di Bonifica Adige Euganeo fu costituito con deliberazione della Giunta regionale del Veneto il 19 maggio 2009, in seguito all’approvazione della Legge regionale 8 maggio 2009, n. 12, “Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio”. Il nuovo Ente deriva dall’accorpamento degli originari comprensori dei Consorzi di Bonifica Adige Bacchiglione e Euganeo, nati per effetto della Legge Regionale n.3 del 13 gennaio 1976, a loro volta risultato delle fusioni di numerosi altri consorzi di bonifica avvenute principalmente dal 1556 con modalità molto diverse fra loro.
Il Consorzio di Bonifica "Euganeo" accolse, infatti, all’interno del suo comprensorio interamente i consorzi "Euganeo-Berico" e "Vampadore" e in parte quelli di "Liona-Frassenella", "Ottoville" e "Ronego" (la rimanente parte di questi ultimi ha concorso a formare il limitrofo nuovo Consorzio di Bonifica "Riviera Berica", in ragione delle affinità e delle interconnessioni idrauliche che caratterizzano i rispettivi comprensori).


Il Consorzio di Bonifica “Adige Bacchiglione” proveniva, invece, dal raggruppamento degli ex Consorzi elementari "Monforesto", "Bacchiglione Fossa Paltana", "Retratto di Monselice" e "Paludi Catajo e Savellon di Bagnarolo" oltre che di un territorio ubicato nella parte sud-orientale dei Colli Euganei.
L’attuale comprensorio del ‘nuovo’ Consorzio di Bonifica Adige Euganeo interessa le province di Padova, Vicenza, Verona e Venezia. Esso e' delimitato a nord dalla zona pedemontana dei Monti Berici, dalla dorsale nord dei Colli Euganei e dal fiume Bacchiglione, a sud dall’Adige e dal tratto terminale del fiume Gorzone; a est dalla confluenza Brenta-Bacchiglione-Gorzone; ad ovest dal fiume Fratta e dal canale Fossetta. Si tratta di una superficie di quasi 120.000 ettari che in tempi relativamente recenti presentava una sistemazione idrogeologica profondamente diversa da quella odierna: era sede di numerose aree paludose, acquitrini, corsi d’acqua privi di arginature e il cui letto, in alcuni casi, fu deviato forzatamente dalla mano dell’uomo.


La storia della trasformazione idrografica, ambientale e paesaggistica, e di uso del suolo, avvenuta in quest’area e' molto complessa. L’azione dei privati si intreccio', nel corso dei secoli, con quella dello Stato. Troppo spesso, tuttavia, le scelte tecniche compiute e i tempi di esecuzione delle opere furono determinati dai capitali di volta in volta disponibili, con conseguenze spesso gravi per l’equilibrio idrogeologico dell’area.

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