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LA BONIFICA E LA DIFESA DEL TERRITORIO


Botte di Vighizzolo

Il territorio è caratterizzato sotto il profilo idraulico dalla presenza dei fiumi demaniali regionali Fratta-Gorzone, Canale Vigenzone, Canale Bagnarolo e Fiume Bacchiglione, che attraversano in direzione ovest-est il comprensorio: oltre il 60 % delle acque scolanti nel comprensorio vengono recapitate nel Fiume Gorzone e nel Fiume Bacchiglione che costituiscono gli assi portanti delle acque di scarico del Consorzio.
Da ricordare per l’importante funzione svolta, lo scolo consortile Lozzo che è il vettore a deflusso naturale di un’area di oltre 25.000 ettari della parte settentrionale del territorio e che confluisce anch’esso nel fiume Fratta Gorzone; mentre nella parte orientale del comprensorio, occorre citare per la loro importanza come vettori idraulici di bonifica gli scoli consorziali: Canale Barbegara, Canale Altipiano e Canale dei Cuori.
Il comprensorio consortile è inoltre attraversato da altri due vettori idrici (in gestione alla Regione del Veneto) il fiume Frassine-Santa Caterina ed il Canale Bisatto, utilizzati dal nostro Consorzio  per l’approvvigionamento idrico a fini irrigui, ma privi di finalità di scolo delle acque provenienti dal territorio consorziale, essendo invece importanti collettori delle acque di bonifica delle aree vicentine e dei territori dei colli Euganei e caratterizzati da repentini innalzamenti dei livelli idrometrici con portate di piena preoccupanti , in occasione di eventi piovosi intensi.


Un’estesa area del comprensorio di circa 46.000 ettari è inclusa nel bacino scolante in Laguna di Venezia, immettendovi le acque di scolo a sud di Chioggia, tramite la botte delle Trezze sottopassante i fiumi Bacchiglione e Brenta.
L’altimetria dei terreni risulta alquanto depressa rispetto ai livelli del Fiume Fratta Gorzone e del Bacchiglione, per cui l’attività di bonifica diventa essenziale per assicurare lo sgrondo e l’allontanamento delle acque piovane; questa situazione è ulteriormente accentuata nella parte più orientale del territorio, dove quasi 15.000 ettari di territorio si trovano sotto il livello medio del mare.


Su oltre 94.000 ettari, le acque piovane possono defluire solo grazie all’attività dei 58 impianti idrovori consortili, mentre i restanti 25.000 ettari sono serviti da una rete di canali e collettori che convogliano le acque piovane nello Scolo di Lozzo.
La rete di scolo di competenza consorziale si estende per complessivi km 1.717 lungo i quali sono presenti 58 impianti idrovori di sollevamento, con 160 pompe installate con una portata totale di 272.390 mc/sec e una quantità d’acqua sollevata ed espulsa annualmente stimabile in oltre metri cubi 300.000.000.


Il funzionamento delle idrovore – che è quasi quotidiano – comporta un consumo di energia elettrica superiore ai 5.400.000 Kw/h all’anno, oltre all’impiego di personale per il controllo e la regolazione delle apparecchiature e dei macchinari. In caso di fenomeni atmosferici intensi, le idrovore funzionano con servizio ininterrotto 24 ore su 24, facilitato dagli impianti elettronici di telerilevamento e telecontrollo, sulla base di un piano di Emergenza Consortile che regola le attività del personale del Consorzio e le procedure d’intervento, in stretto rapporto con il Servizio di Protezione Civile Regionale, le Prefetture, gli Uffici del Genio Civile e il Centro di Meteorologia di Teolo.
Il collettamento e lo smaltimento delle acque piovane avviene per mezzo di canali e collettori di bonifica, completati da numerosi manufatti di regolazione e di controllo, quali chiaviche, ponti, sifoni, paratoie, botti, sostegni, ecc.


Le canalizzazioni di bonifica sono realizzate in terra e quindi devono essere periodicamente sottoposte al taglio delle erbe in eccesso nell’alveo e nelle scarpate, al fine di garantirne l’efficienza di scolo. Questa attività viene eseguita con motobarche munite di barre falcianti e con trattori attrezzati con apparecchiature falcianti o trituratici o con apposite macchine decespugliatrici; in alcuni limitati casi si fa ricorso allo sfalcio manuale. Mediamente la struttura consortile effettua due operazioni di taglio su gran parte dei canali in gran parte con proprio personale e propri mezzi (superficie sfalciata annualmente oltre 24.000.000 di metri quadri ) e in parte ricorrendo a Ditte Appaltatrici (superficie sfalciata circa 8.000.000 metri quadri). Non si usano diserbanti chimici.


All’attività di sfalcio, si aggiungono interventi di riescavo  e riespurgo dei sedimenti presenti nei canali, operando con escavatori per rimuovere i depositi di materiale solido e adeguare le sezioni d’alveo dei corsi d’acqua, secondo un piano di intervento ciclico che prevede di risezionare mediamente ogni 5 anni (zone torbose) e ogni 15 anni (terreni coesivi) tutti i canali in gestione. Queste attività svolte interamente dalla struttura consortile, movimentano annualmente oltre 120.000 mc di terra e sono accompagnate da lavori di ripresa di franamenti di sponda, da ripristini e rifacimenti di manufatti idraulici, al fine di assicurare la massima funzionalità alle infrastrutture di bonifica.


A completare il quadro degli interventi, occorre ricordare anche l’importante attività di  manutenzione ordinaria e straordinaria che il Consorzio svolge direttamente con proprio personale specializzato o con incarichi a Ditte specializzate, sull’impiantistica elettrica, elettronica, elettromeccanica, meccanica delle pompe di sollevamento, di paratoie, di gruppi elettrogeni, di cabine di trasfomazione elettrica, di telecontrollo ma anche sulla componente edilizia dei fabbricati idrovori e di vari manufatti in uso.

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