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Tutela ambientale

LE OPERE PER L’AMBIENTE E PER LA LAGUNA DI VENEZIA


Area umida Ca' di Mezzo

Dalla fine degli anni ‘80, il Consorzio ha ideato, progettato ed eseguito importanti opere idrauliche-ambientali, avvalendosi della collaborazione di esperti di Università Italiane (in particolare dell’Università di Padova), del Consiglio Nazionale Ricerche , della Regione del Veneto, della L.I.P.U., di LEGAMBIENTE, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle acque presenti nei canali, anche riducendo la quantità di azoto e fosforo veicolati dalle acque di scolo, provenienti da oltre 46.000 ettari di territorio, nella Laguna di Venezia.


Dal 1992 la Regione Veneto nell’ambito del “Piano per la prevenzione dell’inquinamento ed il risanamento delle acque del bacino idrografico immediatamente sversante nella Laguna di Venezia (Piano Direttore Regionale) ha finanziato la realizzazione di opere idrauliche che hanno finalità multiple, quali: la fitodepurazione in aree umide ed in rete, l’autodepurazione con aumento tempi di ritenzione in rete, la regimazione delle acque di piena anche con diversione dalla laguna nei fiumi; l’invaso di acque di scolo in rete per successivo uso irriguo, la conservazione della biodiversità, il ravvenamento delle falde in progressiva salinizzazione, il miglioramento del paesaggio, la fruizione ricreativa.


Le principali tipologie d’intervento progettate, realizzate ed in corso di esecuzione sono:

ricalibratura di canali esistenti, con realizzazione di piccole banchine-golene piantumate a phragmites ed idrofile;

riallagamento di tutte le aree demaniali inutilizzate e fruibili, prossime alla rete di bonifica;

realizzazione di nuove golene per l’espansione delle acque di piena di canali, e per l’aumento del tempo di ritenzione e del contatto acqua-terreno-piante;

realizzazione di aree umide per la fitodepurazione di reflui fognari depurati;

realizzazione di aree umide per la fitodepurazione di acque di bonifica;

realizzazione di canali per il ravvenamento delle falde in fase di salinizzazione;

realizzazione di briglie di sbarramento, per l’incremento dei livelli idrici e governo delle piene;

interconnessione di bacini idraulici contermini, con nuovi canali per il trasferimento di volumi d’acqua in eccedenza a zone carenti o con capacità d’invaso rimanente, anche per la fruizione irrigua;

telecontrollo-telecomando con monitoraggio di portate, livelli, qualità acqua per la ottimale gestione della ordinarietà, delle piene, della irrigazione di soccorso;

piantumazione di decine di migliaia di essenze vegetali arbustive idrofile e non solo, anche per corridoi ecologici;

potenziamento di idrovore esistenti e realizzazione di nuove per l’estromissione anticipata di acque in esubero e la creazione di invaso fruibile per il sopraggiungere di eventi piovosi.

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